CASTELLIRI

Concerto bandistico comunale “Citta di Castelliri – Domenico Conimi”

Direttore: M° Giulio Reale
Presidente: Ermegildo Belforte
Brano: “Echi sul Liri”
Autore: R.Sperduti


Il Concerto Bandistico Comunale "Città di Castelliri - Domenico Conimi" nasce ufficialmente nel lontano 1877, (siamo nel periodo in cui il Comune, con Decreto Reale del 29/7/1878, cambia la denominazione da "Castelluccio di Sora" all'attuale "Castelliri"). Da una certosina ricerca presso i documenti dell'Archivio Storico Comunale, sono stati rinvenuti ben nove documenti dell'epoca che riguardavano direttamente la Banda.

In uno di questi documenti si legge di un’istanza fatta da diversi abitanti dell'allora Castelluccio di Sora, diretta al Sindaco del paese, Ferdinando Gabriele e a tutti i Consiglieri Comunali, affinché fosse istituito un Concerto Musicale "per civiltà e comodo del paese". In un altro documento, datato 30/10/1877, viene riportata la delibera del Consiglio Comunale dove si approva l'istituzione di un Concerto Musicale Comunale ed il Regolamento per il suo funzionamento. Nella stessa delibera si stabilisce il compenso spettante al Maestro, che andrà a dirigere la Banda, pari a lire sessanta mensili, con garanzia di permanenza di almeno tre anni.

L'Amministrazione Comunale si impegna inoltre ad anticipare i soldi necessari per l'acquisto di tutti gli strumenti musicali occorrenti, indicando anche le modalità di recupero verso gli allievi musicanti.

Nei tempi passati, non essendoci nelle feste paesane altre forme di intrattenimento musicale ed essendo l'unico modo per poter ascoltare della buona musica, la Banda era chiamata non solo per le processioni religiose, ma anche per l'intrattenimento serale, attraverso l'esecuzione di celebri arie operistiche di famosi compositori, sui bellissimi palchi a cupola riccamente illuminati e ormai ricordo di altri tempi.

La Banda viene principalmente richiesta per le processioni religiose ed il servizio dura in genere una sola giornata, facendo così venire un po' meno quella simpatica e goliardica vita collettiva, caratteristica di permanenze prolungate. I musicanti delle grandi Bande di una volta, caratteristicamente chiamate "Bande da giro", in quanto impegnate come detto per lunghi e continuati periodi estivi, erano dei veri e propri pionieri, puntigliosamente organizzati in modo da essere totalmente autosufficienti nelle trasferte, al fine di ridurre al minimo le spese e riportare a casa quasi tutto il compenso guadagnato e quindi erano forniti di fornelli, bombole, pentole, stoviglie per la mensa, rasoi e forbici per barba e capelli, ecc. Durante la direzione del Maestro De Berardini la Banda, in occasione di una visita ufficiale di Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re d'Italia, fu invitata ad un grandissimo raduno tenutosi presso la Reggia di Caserta, dove fu apprezzata ed applaudita. La Banda oggi si vive in modo meno spartano e pionieristico, ma sempre con lo stesso spirito allegro e goliardico di una volta, avendo come comune denominatore l'amore per quelle sette note scritte sul pentagramma. Nei tempi andati in molti paesi, a conferma dell’affetto verso la Banda, dopo aver terminato il normale servizio, i musicanti venivano invitati a pranzo presso le famiglie (bellissima usanza anch'essa in disuso). Il rito della "questua", tradizione ancora in uso in qualche paese del Centro-Sud, consisteva nel fare il giro del paese, con alla testa della Banda il Comitato dei festeggiamenti e, mentre si suonavano marcette.

  • http://www.comune.castelliri.fr.it/

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